I giochi in casa ai tempi del coronavirus

Il Covid-19 ci costringe a passare in casa più tempo di quello che normalmente trascorriamo. Se questo ha delle implicazioni di carattere psicologico per noi adulti, possiamo facilmente immaginare quante possano essere quelle per i bimbi che vengono bombardati da informazioni per loro (e forse anche per noi) incomprensibili. Oggi vogliamo esplorare un aspetto già battuto ma che ci fa piacere toccare ancora una volta: come trascorrerete il tempo in più a disposizione per stare in casa con i bambini??? E già, perché sembra scontato ma, esaurite le dosi di smartphone, di smart tv, di e-learning, di tik tok e social vari, di giochi da tavolo e libri, resta ancora tantissimo tempo da impiegare. Noi adulti sopperiamo con il cibo e con i mille lavoretti di fai da te o di sistemazione rubinetti e varie che da anni rimandiamo, ma i bimbi?

Testimonianze delle mamme

Per questo abbiamo deciso di chiedere ad alcune delle mamme della nostra cerchia quali sono state le attività che hanno svolto assieme ai propri piccoli in questi primi giorni di emergenza e le testimonianze sono state tutte molto interessanti.

Ad esempio, Jenny è felice di stare in casa con i bambini e ha trascorso parte del tempo dedicandolo ad approfondimenti online, seguendo  dei “webinar” e partecipando ad un corso di fotografia su skype. I suoi figli le sono stati sempre al fianco entusiasti di poter condividere questi momenti con la mamma. Esaurita la “carica da internet” ha notato che i piccoli hanno assunto un atteggiamento positivo facendo rete tra loro, proponendosi di aiutare psicologicamente e fisicamente i genitori nella gestione di questo lungo periodo di emergenza. Sono diventati propositivi scatenando la fantasia inventando così giochi da tavolo artigianali seguendo schemi di altri giochi di percorso (tipo gioco dell’oca per intenderci). Tante ore sono trascorse impastando dolci e focacce che stanno già mettendo a dura prova mesi di sacrifici in palestra ma tra tutti, forse, questo è il modo più bello per ingrassare!

Sonia, la nostra “direttora”, dalla località segreta nella quale si trova, ci comunica che sua figlia è super-felice di poter trascorrere tutto questo tempo con la mamma e il papà e noi non possiamo che esserne contenti. Da lei la creatività è di casa e quindi non c’è tempo per annoiarsi, tra un laboratorio di gomma crepla e la realizzazione dei portauova per la prossima Pasqua il tempo scorre veloce e, anzi, forse non basterà per realizzare tutto quello che hanno in mente. Voci di corridoio ci dicono che mamma e figlia stanno preparando assieme tanti laboratori da proporre al gruppetto di bimbi e mamme che ci seguono…ne vedremo delle belle!

Per Maria stare in casa con i bambini ha un valore assoluto e l’emergenza le ha dato la possibilità di rivalutare la terrazza di proprietà. Abbandonata per anni si è riscoperta luogo di svago ed intrattenimento per la piccola Giada che è così libera di scorrazzare in bici o in monopattino in un ambiente sicuro. La parte di tempo che trascorrono in casa, al netto delle nuove tecnologie, è dedicata anch’essa alla rivalutazione di parti della casa fino ad oggi poco utilizzate. Lo studio del papà (che continua a lavorare per otto ore al giorno) ad esempio si è trasformato in una sorta di “centro di comando” delle operazioni dal quale coordinare tutte le attività. In programma, ad esempio, c’è un picnic in terrazza con tanto di plaid scozzese e sandwich da condividere tramite i social con le amichette.

Marta purtroppo non ha tempo da dedicare ai propri piccoli perché l’azienda per la quale lavora rientra tra quelle che non si sono fermate. Per fortuna la professione del marito consente loro di passare sereni questo periodo senza dover affidarsi a terzi per la gestione dei cuccioli. Il tempo in casa trascorre allegro tra l’elaborazione di piatti gourmet, i cartoni in tv e, la sera, le fiabe nel lettone tutti assieme e così, stare in casa con i bambini non è un problema.

In giro per internet abbiamo trovato questa pagina, clicca qui, nella quale sono suggeriti dei giochi, basati sul metodo Montessori, per stare in casa con i bambini da 1 a 12 anni e divertirsi assieme. La troviamo interessante con alcuni spunti davvero e, certi di fare cosa gradita, ve la proponiamo! A presto

I baby influencer

Minitsylehacker, coco_pinkprincess, stellaandblaise , clementstwins, gaiaburuburu sono soltanto alcuni dei nickname delle decine di baby influencer che gravitano attorno al fantastico mondo di Instagram, youtube, tiktok e facebook.

Genitori moderni che hanno fatto del proprio bebè baby influencer, star del web da centinaia di migliaia di like.

Il fenomeno è molto diffuso sono tanti i piccoli hanno un profilo social già al momento della nascita e sempre più numerose sono le aziende che affidano la promozione dei propri prodotti a questo genere di testimonial basandosi sul fatto che il pubblico di giovanissimi che segue i social preferisce farsi guidare nelle scelte da propri coetanei sia nel campo della moda che in altri ambiti quali il food e il mondo dei giocattoli e videogame. D’altra parte, da sempre i bimbi influenzano le scelte dei prodotti alimentari ma, se prima ciò avveniva su sollecitazione della tv di questi tempi ciò avviene sempre di più grazie ai social se pensiamo che i baby Youtuber (ad esempio quelli che fanno unboxing di prodotti) riescono ad utilizzare il social come se questo non fosse una barriera e i piccoli che guardano hanno la sensazione di giocare insieme a loro.

Ma come in ogni cosa c’è un rovescio della medaglia. Sono infatti numerosissime le polemiche legate a questo mondo infatti, considerando che fino a 13 anni i bimbi non potrebbero avere un profilo social (invece ne esistono migliaia) sono in tanti ad accusare i genitori di utilizzare i propri bambini per accrescere il conto corrente ma sono altrettanti gli affezionati follower che difendono queste scelte.

Chi scrive pensa che un utilizzo consapevole dei social e del mondo internet in generale può essere utile al bambino per integrarsi al meglio con i propri coetanei e apprendere nozioni in modo smart. E’ infatti inimmaginabile pensare di voler tutelare il proprio figlio di 10 anni tenendolo lontano dai social quando, in effetti, il mondo ormai si incontra lì. E voi? Che ne pensate?

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